ROMA

No! Pirandello No!, Teatro Tor Bella Monaca, spettacoli a Roma, evento in corso



Un’appassionata dichiarazione d’amore verso il teatro portata in scena da Giovanni Mongiano nello spettacolo NO! PIRANDELLO NO! in scena dal 12 al 14 luglio al Teatro Tor Bella Monaca.

L’urlo ringhioso del commendatore si propaga fino al camerino (al terzo piano) di Matteo Sinagra, mite e sfortunato attore della Drammatica Compagnia Italiana di Ermete Zacconi: il suo “fido e incauto” segretario gli ha appena messo tra le mani il copione di “Questa sera si recita a soggetto” di Luigi Pirandello.”

“No! Pirandello no!” racconta l’esilarante e tragicomica storia di un candido e appassionato “generico”, all’ombra di un mito del teatro del ‘900, il più grande capocomico in circolazione (almeno così lui dice…): la vita di palcoscenico, dura e spietata, romantica solo agli occhi degli estranei, piena di grotteschi imprevisti, di speranze sempre deluse e di umiliazioni cocenti, ma da cui Matteo Sinagra non riesce a separarsi. Un esercizio di equilibrismo, sul filo ora dell’ironia, ora di una perfida comicità, tra improvvisazioni fulminanti, vezzi deprecabili di primi attori narcisisti, antagonisti invidiosi, provocazioni musicali, suggeritori sprovveduti, tecnici distratti e pipistrelli minacciosi. E poi un dissacrante tuffo nel mondo di Shakespeare, l’intoccabile Shakespeare, insoddisfatto se alla fine delle sue tragedie i personaggi non sono morti tutti, e incursioni nella Russia del Teatro d’Arte di Mosca, e delle “Tre sorelle” di A. Cechov, che fa calare il sipario nei momenti meno opportuni e li fa riaprire tre anni dopo…

La disperazione e lo scoramento dei capocomici così a loro agio con il vaudeville alla francese e il drammone a fosche tinte, che si trovano all’improvviso difronte ai nuovi fermenti, alle nuove tendenze, alle nuove figure (“il regista!”, “lo scenografo!” etc) e cercano di ignorarli o sbeffeggiarli ostinatamente. Ma all’urlo sovrumano del commendatore: “No, Pirandello no!” il nostro Matteo Sinagra cercherà di ovviare facendo proprie due novelle straordinarie: “Il (diabolico!) pipistrello” e la commovente “Da sé” per un finale poetico e imprevedibile che lascia una bella e profonda sensazione di leggerezza.

Giovanni Mongiano ci offre un’interpretazione sorniona, smarrita e stralunata alla Buster Keaton, in altri momenti ritmicamente irrefrenabile e incontenibile, in un susseguirsi di gags, confessioni inconfessabili, immedesimazioni sarcasticamente rubate a Stanislavskij, incidenti inaspettati, e non si può fare a meno di diventare complici e partecipi delle disavventure di Matteo Sinagra. E alla fine con la sua inseparabile valigia e la sua giacca a quadretti e i guanti bianchi, così com’era arrivato, se ne va per altre città, altri teatri, altre avventure.

Un omaggio al “Teatro all’antica italiano”, a Sergio Tofano, e un’appassionata dichiarazione d’amore verso il teatro, dedicata a tutti gli attori, compresi quelli pigri pigri, che oggi sempre più “leggono” in palcoscenico, invece di recitare “la parte” o improvvisare (siamo tutti figli della Commedia dell’Arte, no?)…

di e con Giovanni Mongiano

costumi Rosanna Franco

assistente alla regia Paola Vigna

Produzione TeatroLieve