ROMA

L’Uomo, la Bestia e la Virtù, Sala – Teatro San Vigilio, spettacoli a Roma, evento in corso



Lo spettacolo, prodotto dall’Associazione La Ribalta & Lo Studio è interpretato dagli attori del Gruppo teatrale “Tutti alla Ribalta” della medesima  Associazione, con la Regia di Benedetto Gandolfo 
Il farsesco tema trattato dall’apologo è ben rappresentato dal titolo: l’uomo è la prima maschera, quella del professor Paolino che nasconde, malgrado la sua ostentata critica alle convenzioni sociali dettate solo dal bon ton, la tresca con la signora Perella, che indossa la maschera della virtù: quella cioè di una morigerata e pudica madre di famiglia praticamente abbandonata dal marito, capitano di marina, che appare agli occhi della gente con la maschera della bestia,  il quale convive con una donna in un’altra città e, nelle rare occasioni in cui incontra la moglie, rifiuta, con ogni pretesto, di avere rapporti con lei.
La commedia in maschera potrebbe proseguire con piena soddisfazione di tutti se il destino e il caso non intervenissero a far cadere le false apparenze. La signora Perella rimane infatti incinta ad opera del professor Paolino che dovrà, al di là delle sue convinzioni, rimettere in piedi l’ipocrita  buon ordine del comune senso del pudore per far apparire che la signora Perella è rimasta incinta dal marito.
Tutto dovrà avvenire in una sola notte perché tanto è il tempo che il capitano, in navigazione da tre mesi, soggiornerà in casa prima di ripartire e rimanere assente per altri due mesi.
Il professore allora dovrà fare in modo che la sua pudica amante risvegli le voglie della ricalcitrante bestia. Per essere sicuro del risultato il professore si farà preparare un  afrodisiaco per stimolare i sopiti sensi del capitano e inciterà la vergognosa amante a mostrare le grazie che tiene virtuosamente nascoste.
Ma il segnale convenuto per confermare il buon esito della trappola non arriva e Il professore, infuriato per il fallimento dei suoi progetti ,si sfogherà in un grottesco battibecco col capitano, allorquando sopraggiungerà la signora Perella ad asseverare l’avvenuto rapporto con il marito, non una ma più volte. Si assiste, pertanto, ad un rimescolamento finale delle maschere, col professore che si accusa di essere una bestia, il capitano che invita ad essere uomini dall’alto della sua condizione di consorte legittimo. Il trionfo, insomma, dell’ipocrisia,anche se giustificata dalla necessità, dove l’uomo e la virtù sembrano uscirne alquanto malconci. A questo punto viene legittimo domandarsi dove si annida veramente la bestia: un po’ in tutti noi forse?