ROMA

La Villa dei Cavalieri di Malta all’Aventino, Villa dei Cavalieri di Malta, visite guidate a Roma, evento in corso



Anticamente sede dei Templari sull’Aventino, alla soppressione dell’Ordine avvenuta nei primi del Trecento per mano del re di Francia Filippo il Bello appoggiato dal Pontefice di Roma, divenne sede degli Ospedalieri, che furono in seguito Priorato dei Cavalieri di Malta nel Quattrocento.
Vennero realizzati lavori di restauro sull’edificio preesistente dal Priore (1466-71) cardinale Marco Barbo, nel 1547 da Celidonio Bascos e tra il 1568 e il 1598 dal Priore Michele Bonelli.
Sul lato affacciato sul Tevere l’edificio ha conservato l’aspetto di fortilizio-convento.
Nel 1765, per volere del Gran Priore Giovan Battista Rezzonico, nipote di Clemente XIII, furono eseguiti lavori di rifacimento della chiesetta medievale di San Basilio, cui la villa era appoggiata, e che prese il nome di Santa Maria del Priorato e venne inclusa nel complesso. Per l’occasione fu realizzata una facciata d’ingresso nel muro di cinta della piazza antistante, con obelischi e trofei militari. I lavori furono affidati al grande e celebre incisore e vedutista veneto Giovan Battista Piranesi, che realizzò il progetto della chiesa e la sistemazione dell’edificio e dei giardini nel 1764. Il complesso è preceduto dalla famosa piazza interamente progettata dal Piranesi, con obelischi, cartelle dedicatorie e commemorative, stucchi celebrativi del fasto dell’Ordine, alberi di cipresso ad aumentare la verticalità visiva dell’intera struttura. Sempre sulla piazza si apre il portone con il celebre occhio della serratura dal quale si vede la prospettiva sulla cupola di san Pietro inquadrata dal viale con spalliere di alloro. Tale viale reca alla metà la Coffehaus con i simboli araldici dei Gran Maestri dell’Ordine e si conclude con una scenografica terrazza panoramica sul porto di Ripetta ed il Tevere. La chiesa, anch’essa progettata dal Piranesi ha una incantevole facciata ricca di motivi decorativi dal forte simbolismo evocativo. L’interno della chiesa, ad un’unica navata, leggero transetto ed abside, è caratterizzato da una attenta ricerca plastica delle superfici esaltate dal chiarore dell’intonaco. Alle cappelle laterali sono presenti numerosi monumenti funebri mentre la bella volte reca un grande rilievo a stucco raffigurante san Giovanni. Il grande altare, che sorge isolato e staccato dall’abside, è dedicato a san Basilio, la cui figura è raffigurata nell’alto della splendida composizione. L’intera macchina scenografica dell’altare è realizzata a stucco, con la figura in estasi del santo tra angeli e più in basso da cherubini. La prima cappella a destra reca il monumento funebre dello stesso Piranesi realizzato in marmo e raffigurato come un antico romano togato. I giardini sono impostati con tre motivi: il primo, quello del già citato viale d’alloro; il secondo caratterizzato da un ampio giardino geometrico sempreverde con parterre in mortella con alcuni alberi d’alto fusto monumentali, tra i quali spicca un pluricentenario cipresso del Libano di impressionante altezza; il terzo invece è contraddistinto dalla terrazza con vista su Roma.