ROMA

Incontri di Musica Sacra e Contemporanea, Teatro Argentina, concerti a Roma, evento in corso



Ogni religione costruisce e struttura la propria comunità, che si riconosce nei luoghi e nei valori che, divenuti personali, permettono all’individuo di realizzarsi nel proprio gruppo e di accreditarsi socialmente: all’interno di ogni luogo di culto vige un monopolio religioso, identitario e culturale. Le difficoltà che talvolta incontra il dialogo sociale interreligioso, hanno carattere cultuale e culturale, ma anche identitario ed attingono, con forza emotivamente radicata, a ciò che è inconscio. L’opportunità di un avvicinamento non solo formale, ricercata dalla manifestazione, viene soddisfatta dall’insieme dei luoghi di culto che l’hanno accolta e dal Teatro Argentina che ospita il concerto conclusivo, simbolo della città di Roma. 

Programma:

Yafutzu oievecha       Canto tradizionale ebraico romano

Shiru l’Ad onai shir hadash (Salmo 98) Elio Piattelli

Alleluya Salmo 150, David Grazia

La costellazione di Gerusalemme Enrico Marocchini

Kol Nidrei    Max Bruch

Preludio Nahawand Jamal Ouassini

Samai Nahawand  Jamil Bey Massuud

Cinque ninnenanne per i bambini uccisi dalle guerre   Sandro Gindro

Mish Nigun        Marco Valabrega

Preghiera a Messer Buon Dio       Sandro Gindro/Paolo Lepore

Interpreti:

Marta Vulpi soprano

Tosi Poleri vocalist

Anastasia Zannis vocalist

Claudio Di Segni  tenore

Rav Alberto Funaro cantore

Roberto Murra      pianoforte

Angelo Spizzichino      pianoforte

Primo Salvati   sax soprano

Jamal Ouassini          violino

Shalom Budeer violino

Teresa Ceccato violino

Marco Valabrega  viola

Matteo Scarpelli      violoncello

Bruno Zoia   contrabbasso

Mohffen Kafirossafar     percussioni

Solisti del Coro del Tempio Maggiore di Roma

Paolo Lepore   Direttore

Yafutzu oievecha è un brano liturgico tradizionale, che viene intonato in occasione della festa della Torah; al quale tutti, e indistintamente, i Romani della Comunità Ebraica sono affezionati, per soli, coro e pianoforte

Shiru l’Ad onai shir hadash è un inno di gioia elevato al Signore dagli uomini e dalla terra tutta per la sua gloria e la sua giustizia, per soli, coro e pianoforte

Alleluya è un invito alla musica ed al canto, gli strumenti umani più profondamente adatti ad innalzare le lodi al Signore, per soli, coro e pianoforte

La costellazione di Gerusalemme, su una poesia di Georges de Canino, s’inserisce in un’ampia produzione di composizioni su tema ebraico, sia sacro, sia di riflessione storica. In questa composizione la sintassi musicale si struttura sullo spettro armonico di una politonalità allargata, che diviene strettamente funzionale all’interpretazione del testo poetico. Per soprano e pianoforte

Kol Nidrei op. 47 (1881) è un Adagio costituito da una serie di variazioni su due melodie ebraiche. Il primo tema, che dà il titolo al brano, proviene dalla preghiera di Kol Nidre, recitata durante il servizio serale su Yom Kippur ed il violoncello imita la voce rapsodica del cantore. Per violino solista e quintetto d’archi

Cinque ninne nanne sono cinque brani di andamento moderato e carattere mesto. I tempi vanno dall’adagio espressivo fino ad un allegretto e quasi mai si incontra un vero forte. Lo stile si avvicina alla scuola viennese del periodo espressionista e fa uso della tecnica dodecafonica atonale. Per archi

Preludio Nahawand è un brano di ispirazione spirituale, scritto appositamente per introdurre un brano famoso del repertorio ottomano, qui eseguito di seguito.

Samai Nahawand una composizione strumentale di Jamil Bey Masuud (Istambul, 1871 – Istambul, 1916) appartenente al repertorio definito ottomano, una forma musicale molto amata ed eseguita dalle confraternite Soufi turche. Per archi e percussioni

Mish Nigun, per quintetto d’archi, è una composizione che accomuna le tre religioni: ebraica, cristiana ed islamica; il termine ebraico nigun suggerisce l’idea della melodia religiosa. Il brano presenta un’introduzione minimalista ed un corpo dal ritmo balcanico; il canto melismatico ricorda una preghiera senza parole. Per voci archi, pianoforte e percussioni

Preghiera a Messer Buon Dio, è una melodia guidata dalla voce su di un tema a carattere popolare, composto da Gindro per la musica di scena de Il Monaco e il Pagliaccio. Ha ritmo ternario e il carattere di una cantata. L’arrangiamento è per voci soliste ed ensemble strumentale.