ROMA

La città andando #2, Galleria Interno 14, gallerie a Roma, evento in corso

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Nel campo della Fotografia, Guido Laudani si caratterizza per la sua attenzione onnicomprensiva della realtà che egli però seleziona accuratamente seguendo un’ideale viaggio in territori noti ma talvolta meno frequentati, oppure mostrati nei suoi colori impensati e da prospettive inattese. Nascono così le serie fotografiche denominate La città andando la cui prima edizione è stata esposta (nel 2013) sotto l’egida della Fondazione Volume! di Roma e di cui questa attuale mostra è una sezione nuova e successiva.
Ancora una volta – come scrive la curatrice Barbara Martusciello nel testo di accompagnamento alla mostra – sono Roma e i percorsi tra le sue strade ad essere protagonisti in fotografie dove la metropoli manifesta a lui e a noi la sua dimensione inconsueta, più intima, apparentemente ordinaria ma di cui egli rivela il lato surreale e misterioso.

La grande bellezza e l’altrettanto grande degrado della città  qui non sovrastano e restano, semmai, in lontananza; a dominare è una Capitale di cui Laudani incornicia dettagli indecifrabili, atmosfere oniriche, momenti sospesi e spazi restituiti da audaci punti d’osservazione. Queste sue panoramiche sono tutte rese tramite una pratica a lui consona: quella dell’on the road urbano, dalla foto, cioè, scattata andando, il più delle volte in moto o a piedi, e in modo apparentemente casuale e onnivoro, che ci riporta la  banalità del quotidiano. Ma l’occhio del fotografo, lo stile, l’aderenza a un proprio linguaggio estetico e poetico elevano tutto questo materiale formalmente normale al rango della singolarità.  Coerente con questa sua concezione visiva e intellettuale, Laudani crea le sue foto con lo smartphone: una funzione portatile tanto diffusa nella società contemporanea da sovvertire tutte le regole della (buona) Fotografia e da consegnare alla più abituale e condivisa mania cleptomane, nel/del qui-e-ora: che, però, nel caso di Laudani, è firmata, nobilitata, stampata e mostrata come soggetto eternato, dunque degno di speciale attenzione…

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